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Osservare dall’interno e scoprire le ragioni sono il vero interesse.

Preferisco parlare di altri, più spesso di altro, in particolare di quel che non traspare.
Quando qualcosa accade per tutti è all’inizio della sua fine, è per questo che guardo dentro, osservo dalle retrovie il costo della preparazione, andando alla ricerca delle ragioni e delle triangolazioni. Seguendo il filo dei momenti che non esistono, perché in un mondo mosso e spesso dominato dalle vanity metrics  quel che non appare o non è enumerabile irragionevolmente non conta.

Osservare cosa c’è dietro è l’esercizio al quale preferisco applicare il mio impegno, per dare corpo e dimensione all’immagine finale, di un successo come di un fallimento.

Il perché ragionato delle cose è la grande lacuna collettiva della nostra epoca.

La vera anima dei prodotti, degli eventi, delle professioni, troppo spesso sfugge sovrastata dall’apparenza. Utilizzando un servizio oppure partecipando ad un evento, quel che davvero è interessante sapere è cosa c’è dietro. Come si arriva al risultato finale di un prodotto, di un servizio o cosa vuol dire e come si è arrivati ad esercitare una professione.

Di una mostra di opere pittoriche osservate i quadri? Si, naturalmente le opere sono la prima cosa tuttavia sono il risultato finale di un progetto sofferto e faticoso, che dura da settimane quando non da mesi, coinvolgendo molte persone oltre all’artista. Tutto questo è la mostra oltre al fermo immagine delle opere esposte, dove il tempo sembra non esistere. La scelta del luogo, la logistica dell’esposizione, l’organizzazione del trasporto e la collocazione secondo un percorso artistico identificativo e riconoscibile.
Quanto lavoro c’è dietro una recita a teatro, quante persone sono coinvolte in un musical fra artisti e maestranze, quanto c’è dietro l’apparenza.

E continuando, per i prodotti e i servizi ciò che davvero è importante sapere è a quali esigenze rispondono, e quali necessità soddisfano. E le esigenze sono davvero reali oppure soltanto latenti o addirittura indotte? Chi le esprime quale bisogno ha?
Riuscire a rispondere a queste domande partendo dall’osservazione semplice di un prodotto vuol dire capire un flusso di progettazione e poi di realizzazione.

E quando si parla di flussi di progettazione e di realizzazione, di un servizio o di un prodotto o anche di un’opera d’arte, si entra nella vita delle persone, delle loro competenze, della modalità e del luogo di lavoro. Quando si ha a che fare con le persone si ha a che fare con le aspirazioni, i sogni, talvolta le illusioni dei singoli o di interi team.

Sapere cosa c’è dietro significa affrontare la complessità. In ogni settore, dall’artigianale all’industriale, dal manufatturiero alla tecnologia spinta, malgrado i processi siano standardizzati e meccanizzati, dietro c’è sempre il genio umano.

Persone con delle idee, che studiano, analizzano e creano, in un percorso professionale spesso accidentato, alla scoperta di mondi nuovi dove poter competere.

Cosa c’è dietro è dunque un’indagine intesa in senso positivo e propositivo, per non fermarsi alle apparenze, per approfondire, scoprire e capire. Un po’ come nel viaggio fantastico immaginato da Jostein Gaarder Cosa c’è dietro le stelle?

Ciao,
a presto

@dan13van

Post post: il sottofondo musicale a questo articolo è stato Ti fa stare bene di Caparezza
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