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Mettere a regime il mio progetto online: il mio flusso di lavoro.

Il progetto online è avviato, dopo riflessioni, prove, tessere ricomposte e passi indietro. Ho studiato, e continuo a farlo, mi sono iscritta a siti dei blogger professionisti, ho letto ebook, preso note e focalizzato infografiche. Ho individuato la nicchia nella quale collocarmi e dato un identikit al mio target. Ora si tratta di mettere a regime il blog.
In questo post racconto quali sono i siti e i profili twitter per me fonte di ispirazione di consigli irrinunciabili, la regola di organizzazione che mi sono data e il flusso di lavoro di ogni articolo che scrivo.

La prima analisi è stata introspettiva
Una delle cose che ho capito in questo lungo percorso di avvio di questo progetto online, è che non è obbligatorio. Lo faccio innanzitutto perché mi piace scrivere, e mi piace sperimentare, nuovi canali espressivi e nuove modalità di contatto con le persone. Il fatto che nessuno si aspetti qualcosa da me, in fatto di progetti online, è un grande vantaggio, poiché potrò non deludere e la cosa mi è di conforto tuttavia, non suscitando aspettative, potrei continuare a rimanere nell’angolo, potrebbe verificarsi il caso in cui la mia presenza online continui a passare del tutto o quasi inosservata. Sarebbe un problema?
Prima di iniziare il lavoro preliminare all’avvio del progetto mi sono posta questa domanda arrivando ad elaborare la mia opinione a riguardo, il mio intimo sentire rispetto al rischio concreto dell’anonimato più totale. Per farlo sono ricorsa al mio animo decoubertiniano, quello alimentato dagli aforismi di Pierre de Coubertin. Non il più celebre “L’importante non è vincere ma partecipare” quanto il suo secondo, sempre in tema di sportività che recita più o meno così :

"Per ogni individuo, 
lo sport è una possibile fonte di arricchimento interiore"

Ecco come considero questa esperienza. In sintesi mi auguro e lavorerò per essere utile ad almeno un lettore ma la considererò un’esperienza positiva comunque, perché consentirà a me di imparare e di arricchirmi. È così che di solito affronto un progetto, dalle retrovie, dove sì, si lavora molto ma si ha anche la possibilità di osservare a fondo le cose e le persone, di cogliere dettagli e carpire segreti.

Credo che un’analisi introspettiva sia sempre necessaria. Un blog non è un obbligo ma un impegno che va onorato possibilmente divertendosi se si vuole farlo crescere, dunque l’autore deve capire se davvero ne ha bisogno.

Poi ho cominciato a studiare.
Non si può avviare concretamente e con cognizione un progetto senza avere una base minima di conoscenze da cui iniziare. Il web è generoso da questo punto di vista. I blogger già esperti raccontano molto, e molto bene, della loro attività. Concedono molto materiale per iniziare ad orientarsi ed acquisire i primi rudimenti sul blogging. E iniziare con documentazione libera, chiara, ben strutturata e, soprattutto, frutto dell’esperienza diretta, è fondamentale per superare i primi macroscopici dubbi dell’avvio di un progetto. Anche nel caso di un progetto semplice come questo mio rivivi, fondato sulla rielaborazione (ancora parziale) della struttura di un vecchio blog gratuito, usato per la gran parte come diario per appunti e pensieri sparsi.
Quando ho affrontato concretamente l’ipotesi di ricominciare a scrivere, la prima domanda che mi sono posta era relativa allo strumento che avrei potuto utilizzare per farlo: abbandonare questo blog per aprirne uno completamente nuovo, con diversa grafica e una struttura pensata meglio oppure continuare con rivivi magari ristrutturandolo un po’? Ho optato per la seconda ipotesi per una serie di motivi che spiego nel primo articolo della nuova fase anche se la ristrutturazione non è ancora terminata. Vorrei ‘svecchiare’ ancora un tantino.

Ma quello della scelta dello strumento è stato soltanto il primo passo.
Pensando di voler fare blog in maniera impegnata e costante, pur provenendo dal mondo della scrittura, anche se non da professionista, avevo bisogno di capire come migliorare il mio stile, come finalizzarlo per il web. Quindi avevo bisogno di capire meglio un po’ di tecniche, a partire dal quelle utili ad una scrittura SEO oriented. Ho trovato molto buon materiale su vari siti che consulto quotidianamente e i cui autori sono miei punti di riferimento.

Ecco un breve elenco dei 5 siti e dei corrispondenti profili twitter per me irrinunciabili:

  1. MySocialWeb di Riccardo Esposito (consiglio di seguire anche il suo profilo twitter @RiccardoE) dove si trova tutto quel che serve, ed anche di più, per strutturare il pensiero del blogger;
  2. Skande di Riccardo Scandellari (profilo twitter @skande) per imparare a comunicare nel modo giusto sulla base degli obiettivi
  3. Semrush (profilo twitter @semrush) per approfondire la tecnica di scrittura professionale e di analisi
  4. InTime di Francesco Russo (profilo twitter @franzrusso ) per conoscere le ultime novità e capire come si muove il mercato
  5. Il Mestiere di Scrivere di Luisa Carrada (profilo twitter @luisacarrada), che seguo da anni, da quando scrivevo esclusivamente per la carta stampata

Ancora una risorsa utile. E se avete l’abitudine di pensare scrivere e progettare comodamente seduti sul divano, fatevi consigliare da Rudy Bandiera seguitelo anche su youtube

Li frequento ogni giorno in cerca della chicca di cui ho bisogno, con la certezza di trovarla. Bello vero?

L’organizzazione del lavoro
Il punto dolente e dirimente di un buon blog, secondo me. A questo punto, è ora di mettersi giù a scrivere, dando per scontato (anche se non si dovrebbe mai) che il tema del blog e la scelta degli argomenti siano, se non chiari, almeno delineati. Nel momento in cui si comincia a dare forma ad un progetto, anche soltanto nella mente, si deve già avere più o meno in mente la finalità del blog. È necessario farlo prima della scelta del theme di wordpress (vi avevo detto che il mio blog free è realizzato con il tema Chateau disponibile nella piattaforma wordpress.com?). Per scegliere il tema più adatto oltre che quello che più piace. Se il mio blog avesse avuto come tema il viaggio o la cucina, il template più adatto sarebbe stato un modello in cui le immagini fossero fondamentali. Rivivi invece è un blog costruito essenzialmente sulle parole quindi ho scelto un modello a metà fra il minimalismo puro e qualcosa di più “movimentato”.

Scelto il tema, la struttura del blog e un po’ di formazione, rimane da organizzare il lavoro, renderlo concreto, regolare, utile e possibilmente divertente.
Nessuno di noi è onniscente, nemmeno sul tema di cui siamo esperti, c’è sempre qualcuno che ne sa una più di noi, quindi fondamentali sono le fonti.
Cercarle, aggregarle, organizzarle e consultarle con costanza, questo è il segreto.
Come aggregatore di notizie ho scelto Feedly  molto facile da usare, consente di organizzare le fonti in board tematiche. Quindi lo uso per documentarmi su tematiche diverse, anche per altri blog con finalità diverse da questo rivivi.

La scrittura richiede rigore e disciplina e una delle risorse della disciplina è il tempo. Ma nell’organizzazione di un flusso di lavoro, la cosa davvero più complessa da schematizzare è il tempo.

Il tempo è davvero la risorsa più preziosa e la più insidiosa.

Se si vuole dare corpo ad un progetto che abbia una reale possibilità di crescita, fosse anche semplicemente una crescita personale, il tempo va scandito e rispettato.
Perché la scrittura richiede rigore e disciplina. Non soltanto in termini di accuratezza del testo ma anche riguardo alla regolarità delle pubblicazioni. Per essere regolare bisogna stabilire un calendario editoriale, e poi bisogna rispettarlo. Come? Organizzando il tempo a disposizione, ottimizzandolo fra le varie attività e senza sprecarlo.
Cosa sia un calendario editoriale e come utilizzarlo, meglio di me te lo possono spiegare Riccardo Esposito relativamente al blog  e Marina Pitzoi per l’attività social.
Io invece vorrei raccontare come sto organizzando il mio, in relazione al tempo che dedico alle mie attività quotidiane, professionali e personali.

Di certo c’è che l’organizzazione schematica delle attività è essenziale per ottimizzare la risorsa tempo.

L’ottimizzazione del mio tempo.
Lo confesso, prima di darmi una regola definita, ho lavorato un po’ casualmente, quando avevo tempo e voglia, un po’ studiando un po’ scrivendo e navigando sui molto sui social per capire umori e cogliere argomenti. Il risultato è stato disastroso: irregolarità nelle pubblicazioni, qualità dei contenuti altalenante, dimenticanze, lacune e tanto tempo usato male. Quindi ho studiato un metodo che tenesse conto sia degli obiettivi del mio lavoro online, sia delle mie attività quotidiane extra-blog, stabilendo la mia regola personale, buona per me. Tu che stai avendo la bontà di leggere, puoi recepirla se calzante alle tue esigenze oppure puoi evitarla se è molto lontana dalle tue abitudini. In entrambi i casi l’avrai valutata e mi farà piacere ricevere un tuo feedback. Fammi sapere cosa ne pensi e se secondo te può essere migliorata. Grazie.

Dunque, dicevo della mia regola personale per l’organizzazione del flusso di lavoro, basata su finestre temporali quotidiane definite:

  • utilizzare un’agenda virtuale per organizzare le attività e il calendario editoriale – io sto usando Edo.agenda  una nuovissima app secondo me davvero efficace, creata molto di recente da un gruppo di ragazzi in gamba;
  • dedicare una finestra temporale quotidiana all’analisi delle fonti – io lo faccio al mattino come prima attività;
  • dedicare una finestra temporale alla scrittura – una per ogni articolo da scrivere;
  • dedicare una finestra temporale quotidiana ai social, per analisi e interazioni – ciò evita di passare troppo tempo “casuale” sui social, togliendolo alle altre attività, e di focalizzare l’attenzione sui profili e sui temi di interesse per il lavoro in corso;

In generale: la ‘giornata di scrittura’ è suddivisa in slot temporali le cui durate dipendono soprattutto dalla difficoltà degli argomenti.

Da questa regola personale deriva il flusso di lavoro per ogni articolo che pubblico, in questo come in altri blog, di cui parlerò più avanti (nel tempo e nello spazio web) :

  • giorni 1 : individuazione degli argomenti
  • giorno 2: mappa mentale e prima bozza generale
  • giorno 3: consolidamento della bozza, aggiunta di dettagli specifici e di link
  • giorno 4: review degli argomenti e dello stile, aggiunta di almeno una immagine rappresentativa, programmazione della pubblicazione
  • giorno 5 e 6: take it easy
  • giorno 7: pubblicazione programmata

Questo flusso di lavoro è finalizzato alla programmazione di un articolo a settimana.

Troppo poco? Per qualcuno sono certa di si ma questo è il mio obiettivo, la regola adatta alle mie esigenze e il flusso di lavoro conseguente alle mie giornate. Non voglio esagerare cercando di inseguire i ritmi dei blogger più popolari per poi ritrovarmi a pubblicare articoli di scarsa qualità o a non poter rispettare la tabella di marcia che mi sono imposta nel calendario editoriale. In fondo io non posso definirmi ancora una blogger, sono una persona a cui piace scrivere e che lo fa da sola, per passione.

A dimenticavo, scrivendo mi voglio anche divertire!!

Ora, già che hai avuto la pazienza di leggere tutto questo lungo post, ti chiedo un altro piccolo sforzo: lasciami un commento se ti va, raccontami della tua regola e di come organizzi il tuo lavoro. Sono in cerca di suggerimenti per migliorare e ottimizzare al meglio.
E se ti va condividi questo post sui social pigiando uno dei pulsantini.

Ciao,
a presto

@dan13van

Post post: il sottofondo musicale a questo articolo è stato Street of Philadelphia di Bruce Springsteen

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